Iran: così il conflitto rischia di provocare una crisi alimentare globale
- 3 Aprile 2026
Estratto dell’articolo di Ana Swanson, Global Food Supply Faces a Dangerous Bottleneck as Iran War Persists, per il The New York Times, venerdì 27 marzo 2026.
Come riportato da Ana Swanson (giornalista che si occupa di commercio ed economia internazionale per il New York Times), una delle maggiori vittime economiche della guerra in Iran guidata dagli Stati Uniti è stata l’approvvigionamento globale di fertilizzanti.
Le spedizioni di quest’ultimi si sono accumulate sul “lato sbagliato” dello Stretto di Hormuz. In India, Algeria e Slovacchia, gli impianti di fertilizzanti hanno chiuso o ridotto la produzione a causa dell’aumento dei prezzi del gas naturale. La Cina ne ha limitato le esportazioni. I coltivatori di grano australiani stanno seminando sempre meno, mentre i coltivatori di mais e soia negli Stati Uniti stanno implorando il presidente Trump di intervenire.
Gran parte delle preoccupazioni relative alle perturbazioni economiche derivanti dal conflitto in Iran si sono concentrate sull’aumento del prezzo del petrolio e del gas naturale. Ma gli effetti a cascata del conflitto sulle forniture di fertilizzanti stanno peggiorando di giorno in giorno, facendo aumentare i prezzi per gli agricoltori a livello globale e minacciando di portare all’insicurezza alimentare in alcune parti del mondo.
La maggior parte dei fertilizzanti, come precisa la Swanson, viene prodotta utilizzando il gas naturale. Di conseguenza, il Medio Oriente, ricco di risorse energetiche, è diventato uno dei principali produttori mondiali di questa materia prima, secondo solo alla Russia. Quasi un terzo dei fertilizzanti mondiali viene trasportato attraverso lo Stretto di Hormuz; molti altri paesi che producono autonomamente i propri fertilizzanti, come l’Egitto e la Thailandia, spesso lo fanno utilizzando gas naturale proveniente dal Medio Oriente.
- L’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e il rischio di carenza alimentare
Deepika Thapliyal, esperta di fertilizzanti presso Independent Commodity Intelligence Services (ICIS), un fornitore di informazioni di mercato, ha affermato che la scomparsa di una quota così consistente dell’offerta mondiale ha provocato un aumento molto consistente dei prezzi dei fertilizzanti. Ciò sta causando ripercussioni a livello globale, ha aggiunto, con i principali produttori agricoli come l’India che rischiano di trovarsi ad affrontare potenziali carenze.
Le conseguenze sono state di vasta portata, con ripercussioni sugli agricoltori di paesi come gli Stati Uniti e il Brasile, che dipendono dai fertilizzanti importati. Ad aggravare la situazione: la Russia, altro importante produttore di fertilizzanti, non ha potuto intervenire a causa degli attacchi con droni alle sue fabbriche e ai suoi porti, dovuti alla guerra che da anni la vede opposta all’Ucraina.
“È inevitabile che i prezzi dei generi alimentari aumentino”, ha asserito Thapliyal.
Tramite un rapporto pubblicato la scorsa settimana, anche l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha messo in guardia sui rischi per l’approvvigionamento alimentare di molti paesi. Secondo l’OMC, anche gli Stati del Golfo Persico, data la loro elevata dipendenza dalle importazioni di prodotti come riso, mais, soia e olio vegetale, potrebbero trovarsi ad affrontare condizioni di carenza alimentare.
Nel suo discorso di apertura in occasione di una conferenza dell’OMC tenutasi giovedì scorso in Camerun, Ngozi Okonjo-Iweala, la direttrice generale dell’organizzazione, ha affermato che il conflitto ha «destabilizzato il commercio di energia, fertilizzanti e prodotti alimentari» in un momento in cui i governi stavano già affrontando tensioni geopolitiche e commerciali, oltre alle pressioni legate al clima.
- Il conflitto con l’Iran e le ripercussioni sull’approvvigionamento (non solo alimentare) globale
Sebbene Trump abbia precisato che il conflitto con l’Iran giungerà rapidamente al termine, ciò appare altamente incerto. Giovedì scorso, infatti, Trump ha dichiarato che l’Iran aveva promesso di lasciar passare otto petroliere attraverso lo Stretto come “dimostrazione di sincerità” e che erano state fatte passare anche altre due imbarcazioni. Tuttavia, il giorno prima, Lloyd’s List Intelligence, un servizio di informazione marittima, aveva dichiarato in un briefing che negli ultimi giorni si erano registrati solo pochi transiti e che la maggior parte delle navi che trasportavano petrolio e gas faceva parte di una “flotta ombra” che contribuisce al trasporto di petrolio soggetto a sanzioni.
Windward, altra società di intelligence marittima, ha dichiarato che il transito attraverso lo Stretto si sta espandendo, ma solo all’interno di un sistema controllato con “accesso selettivo”.
I blocchi al commercio, inoltre, minacciano di causare carenze di approvvigionamento per altri settori chiave che dipendono dal Medio Oriente.
Tra questi figurano l’alluminio, utilizzato dai produttori di automobili, aerei e molti altri prodotti, e l’elio, necessario per la produzione di semiconduttori. Gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Qatar e l’Arabia Saudita esportano tutti alluminio, la cui produzione richiede un elevato consumo energetico, mentre il Qatar è anche un importante fornitore di elio.
Gli analisti di Blue Yonder, una società specializzata nella catena di approvvigionamento, hanno affermato che le interruzioni nella regione hanno causato ritardi nelle spedizioni di medicinali e forniture mediche dall’India e di semiconduttori e batterie da altre parti dell’Asia, oltre che di altre merci.
“Stiamo assistendo a una significativa interruzione del flusso di energia, prodotti chimici e altre merci, a un aumento dei costi di trasporto e assicurativi e a ritardi crescenti lungo le catene di approvvigionamento”, ha affermato Nathan Moffitt, vicepresidente aziendale di Blue Yonder.
Tra tutte le perturbazioni economiche causate dalla guerra, l’effetto sui fertilizzanti potrebbe essere quello con le conseguenze economiche più di vasta portata, date le ripercussioni a catena sull’approvvigionamento alimentare globale.
Una ricerca pubblicata questa settimana da Alpine Macro, società di analisi finanziaria, ha indicato che gran parte dell’Asia è sensibilmente esposta alle carenze di approvvigionamento, in particolare l’India e la Thailandia. Anche l’Europa è vulnerabile. Negli Stati Uniti, dove gli agricoltori stanno entrando nella stagione della semina primaverile, le interruzioni stanno facendo salire i prezzi. Il prezzo dell’urea è aumentato del 50% nelle prime settimane del conflitto, mentre quello dell’ammoniaca è salito del 20%. Entrambi sono fertilizzanti di uso comune.
- Le condizioni attuali dell’agricoltura globale e di quella americana in particolare
L’agricoltura globale ha subito uno shock simile quattro anni fa, dopo che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha interrotto il flusso di petrolio, gas e fertilizzanti. Le sanzioni americane ed europee contro la Russia e la Bielorussia hanno causato un’impennata dei prezzi sia dei prodotti energetici che dei fertilizzanti, contribuendo a far salire i costi alimentari globali.
Finora, i prezzi dei fertilizzanti non sono ancora tornati ai livelli massimi raggiunti nel 2021 e nel 2022, ma resta da vedere quanto dureranno le attuali interruzioni.
Molti agricoltori americani, che avevano già visto i propri margini ridursi a causa dei dazi e della carenza di manodopera, hanno acquistato fertilizzanti per la stagione, ma coloro che non l’hanno fatto potrebbero essere colpiti da prezzi molto più elevati. Gli Stati Uniti sono uno dei principali produttori mondiali di fertilizzanti, ma importano comunque più fertilizzanti di quanti ne esportino, anche da Canada, Russia e Qatar.
Nel tentativo di contribuire ad attenuare l’aumento dei prezzi, l’amministrazione Trump ha revocato le sanzioni sulle vendite di fertilizzanti provenienti dalla Bielorussia e dal Venezuela. Le associazioni degli agricoltori hanno chiesto ulteriori misure, tra cui la revoca dei dazi sui fertilizzanti fosfatici provenienti dal Marocco e dalla Russia.
Venerdì scorso, rivolgendosi agli agricoltori americani dalla Casa Bianca, Trump ha affermato che l’amministrazione amplierà le garanzie sui prestiti per gli agricoltori e ridurrà le normative che, secondo lui, stanno aumentando i costi per le aziende agricole.
Chris Abbott, amministratore delegato di Pivot Bio, un’azienda con sede in Minnesota che produce prodotti agricoli per aumentare l’azoto nel suolo, ha dichiarato che la sua azienda sta aumentando la produzione per fornire una fonte interna di azoto.
Ha aggiunto che i prezzi stavano già aumentando rapidamente in un momento in cui i costi complessivi delle materie prime agricole erano in calo, portando il rapporto tra i prezzi dei fertilizzanti e quelli dei cereali a un livello che non si vedeva da generazioni.
Lorenzo Romagnoli, PhD Candidate