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Intelligenza artificiale cinese e sicurezza europea: la nuova frontiera della competizione tecnologica
La competizione globale nel campo dell’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto lo sviluppo di modelli sempre più avanzati, ma anche la capacità di comprenderne i rischi e valutarne le implicazioni per la sicurezza. In questo contesto si inserisce l’iniziativa riportata recentemente da Politico, secondo cui l’Agenzia Europea per la Cybersicurezza (ENISA) e il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea stanno esaminando modelli di intelligenza artificiale a “pesi aperti” (open-weight) sviluppati in Cina, con l’obiettivo di valutarne le capacità e i potenziali rischi informatici.

Intelligenza artificiale cinese e sicurezza europea: la nuova frontiera della competizione tecnologica
La competizione globale nel campo dell’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto lo sviluppo di modelli sempre più avanzati, ma anche la capacità di comprenderne i rischi e valutarne le implicazioni per la sicurezza. In questo contesto si inserisce l’iniziativa riportata recentemente da Politico, secondo cui l’Agenzia Europea per la Cybersicurezza (ENISA) e il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea stanno esaminando modelli di intelligenza artificiale a “pesi aperti” (open-weight) sviluppati in Cina, con l’obiettivo di valutarne le capacità e i potenziali rischi informatici.
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DOSSIER LIBIA
-esclusiva GEODI-
A tredici anni dalla caduta di al-Gheddafi, la Libia rimane profondamente divisa tra due centri di potere opposti a ovest e a est, con un panorama politico frammentato dominato da milizie e gruppi armati. Questa instabilità si replica a diversi livelli sociali e politici, creando un sistema complesso e interconnesso, ulteriormente aggravato dall’ingerenza di attori internazionali.
L’instabilità libica genera ripercussioni globali, alimentando migrazioni incontrollate, conflitti armati e reti criminali, minacciando la sicurezza del Mediterraneo e del Sahel.
Per aver accesso al dossier completo invia una mail a: geodi@unint.eu
Scuola di scienze della politica
Diretta dal professore Pino Pisicchio
La Scuola di scienze della politica, giunta alla sua X edizione, poggia su due pilastri: politico-costituzionale, con particolare riferimento all’evoluzione della vita istituzionale ed economica italiana, e storico e internazionalistico, con un’attenzione alle dinamiche dell’area mediterranea e del quadrante euroasiatico.
Il percorso formativo è finalizzato alla comprensione e all’analisi delle più significative variabili socioeconomiche e politiche in Italia, in Europa e sullo scacchiere globale. Sia l’attività formativa che la ricerca fornite dalla Scuola si ispirano ai principi costituzionali del pluralismo politico, ideologico, religioso e culturale, intesi come elementi vivificanti di un sistema democratico al fine di far crescere tra i cittadini, in particolare tra i giovani, la consapevolezza dei diritti legati alla cittadinanza e alla partecipazione attiva ai processi decisionali.
A tal fine è assicurata la collaborazione con i centri di formazione politica e culturale presenti nelle istituzioni nazionali e internazionali e l’attingimento, per le attività di alta formazione e di ricerca, a risorse qualificate di docenti, rappresentate dal mondo accademico e da esperti del mondo culturale e delle istituzioni politiche e delle diverse aree produttive del sistema Paese.
"Una delle punizioni dovute al rifiuto di partecipare alla politica è che finisci con l’essere governato da tuoi inferiori"
Platone
"La posta in gioco"
A cura di Fausto Biloslavo
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