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Parigi sceglie Linux. Autonomia digitale, open source e i limiti della sovranità europea

L’8 aprile 2026, la Direction interministérielle du numérique (DINUM), l’agenzia responsabile della strategia digitale dello Stato francese, ha organizzato un seminario interministeriale sulla riduzione delle dipendenze digitali extra-europee. Promosso su iniziativa del Primo Ministro, Sébastien Lecornu, e di due ministri competenti – David Amiel (Azione e Conti Pubblici) e Anne Le Hénanff (Intelligenza Artificiale e Digitale) – il seminario ha riunito amministrazioni centrali, enti pubblici e operatori privati. In questa sede la DINUM ha annunciato la propria fuoriuscita dal sistema operativo Windows, prodotto dalla statunitense Microsoft, e la migrazione verso Linux, un sistema operativo open source sviluppato e mantenuto da una comunità globale di programmatori, università e aziende – molte delle quali europee – e non soggetto al controllo di alcuna singola impresa.

Parigi sceglie Linux. Autonomia digitale, open source e i limiti della sovranità europea

L’8 aprile 2026, la Direction interministérielle du numérique (DINUM), l’agenzia responsabile della strategia digitale dello Stato francese, ha organizzato un seminario interministeriale sulla riduzione delle dipendenze digitali extra-europee. Promosso su iniziativa del Primo Ministro, Sébastien Lecornu, e di due ministri competenti – David Amiel (Azione e Conti Pubblici) e Anne Le Hénanff (Intelligenza Artificiale e Digitale) – il seminario ha riunito amministrazioni centrali, enti pubblici e operatori privati. In questa sede la DINUM ha annunciato la propria fuoriuscita dal sistema operativo Windows, prodotto dalla statunitense Microsoft, e la migrazione verso Linux, un sistema operativo open source sviluppato e mantenuto da una comunità globale di programmatori, università e aziende – molte delle quali europee – e non soggetto al controllo di alcuna singola impresa.

-IL MEDITERRANEO COME MATRICE GEOPOLITICA DELLO SPAZIO EURO-MEDIORIENTALE-

Relazione del Direttore per la Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Mediterraneo, in occasione dell’audizione informale di esperti sulla sicurezza nel Mediterraneo allargato.

Memoria presentata in occasione dell'audizione informale di esperti sulla sicurezza nel Mediterraneo allargato

Sintesi:

La memoria interpreta il Mediterraneo come matrice geopolitica dello spazio eurotrasformazioni politico-istituzionali si intrecciano e vengono rielaborati, producendo ar stabilizzazione, riconcentrazione de – se, distribuiti -religiose si proiezione esterna insistono sul medesimo spazio strategico, condizionandosi mediorientale: il contesto nel quale crisi energetiche, conflitti regionali e configurazioni politiche differenziate. A partire dalla crisi iraniana, l’analisi mostra come le tensioni del Golfo si riflettano sui flussi energetici, sugli equilibri strategici e sulla stabilità dei sistemi nordafricani lungo una direttrice che connette Hormuz, M Rosso, Suez e Mediterraneo. Attraverso l’integrazione tra geopolitica e diritto pubblico comparato, il testo esamina Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto, evidenziando come ciascun ordinamento rielabori tali pressioni secondo configurazioni proprie, producendo esiti differenziati: 1 potere o frammentazione statale. Su questo stesso spazio si profila una traiettoria di medio periodo: il progressivo esaurimento dell’islamismo di governo non conduce a una stabilizzazione lineare, ma apre alla possibile riattivazione di forme di mobilitazione politico religiosa più diffu meno istituzionalizzate e più difficilmente controllabili, alimentate dalla crisi regionale e dalla pressione economica. In questo contesto, il Mediterraneo opera come spazio di intersezione e di risonanza, nel quale eventi localizzati generano effetti lungo l’intero sistema e nel quale dinamiche energetiche, militari e politico sovrappongono. Ne deriva che le scelte in materia energetica, di sicurezza e di reciprocamente.

 

Scarica la relazione completa: Il Mediterraneo come matrice geopolitica dello spazio euro-mediorentale

-ReArm Europe Plan / Readiness 2030-

In un’epoca di rapidi cambiamenti geopolitici, l’Unione Europea sta intensificando gli sforzi per proteggere i propri cittadini e rafforzare le proprie capacità di difesa.

La preparazione è fondamentale: assumerci la responsabilità della nostra sicurezza significa investire in una difesa solida, salvaguardare la nostra gente e garantire di avere le risorse per agire quando necessario. 

Il White Paper per la difesa europea – Readiness   fornisce una visione per riarmare l’Europa attraverso: 

  • garantire che l’industria europea della difesa possa produrre alla velocità e al volume richiesti 
  • facilitare il rapido spiegamento di truppe e risorse militari in tutta l’UE 

L’aumento della spesa per la difesa sarà “made in Europe”: garantendo sia la nostra sicurezza a lungo termine sia i benefici economici per tutti i paesi dell’UE. Aiuterà inoltre l’UE a rispondere all’urgenza a breve termine di sostenere l’Ucraina

Scarica il White Paper: Joint White Paper for European Defence Readiness 2030

Scarica la scheda riepilogativa REARM Europe: ReArm Europe

Scarica la lettera della Presidente Von der Leyen sulla Difesa:Letter_by_President_von_der_Leyen_on_defence.pdf

"Dalla geopolitica alla sicurezza aziendale
per la difesa degli interessi italiani"

Il 12 novembre 2024 si è tenuto presso il Palazzo ENI di Roma l’evento intitolato “Dalla geopolitica alla sicurezza aziendale in difesa degli interessi italiani” .

Organizzato dal Centro Studi GEODI in collaborazione con ENI, l’evento ha offerto una piattaforma per analizzare le attuali minacce al Sistema Paese ed esplorare strategie di resilienza per le aziende. Particolare enfasi è stata posta sulle normative NIS 2 e CER, favorendo lo scambio di soluzioni pratiche e promuovendo collaborazioni per migliorare un’efficace risk management

All’evento hanno partecipato personalità di spicco del mondo accademico, militare e aziendale, nonché una delegazione di studenti dell’Università degli studi internazionali.

Tra i relatori Alfio Rapisarda, Head of Global Security Eni e Docente UNINT, Ciro Sbailò, Direttore del Centro Studi GEODI, e il Generale Vincenzo Camporini, ex Capo di Stato Maggiore della Difesa. A moderare il dibattito Fausto Biloslavo, reporter di guerra e Docente UNINT.

Durante l’evento, tenutosi seguendo la Chatham House Rule, sono state analizzate le sfide nel recepimento della Direttiva CER (Critical Entities Resilience), con un focus sull’armonizzazione normativa e la necessità di un dialogo costante tra istituzioni europee e nazionali.

Le infrastrutture marittime, come cavi sottomarini, porti, basi navali, gasdotti e impianti energetici offshore, sono state oggetto di attenzione per il loro ruolo centrale e per i rischi che comportano, inclusi attacchi cibernetici e disastri naturali. Particolare rilievo è stato dato alla dimensione subacquea, considerata una frontiera emergente per la sicurezza, con implicazioni dirette sulla protezione delle infrastrutture essenziali per la connettività e l’approvvigionamento energetico.

Il rischio terroristico, con particolare attenzione alle azioni di non-state actors, è stato approfondito nel contesto della crescente complessità delle minacce globali. Sono state analizzate le sfide poste dalla guerra ibrida e dalle minacce non convenzionali, che combinano strumenti tradizionali e innovativi per destabilizzare le infrastrutture critiche e compromettere la sicurezza nazionale. Questo approccio multidimensionale delle minacce include attacchi informatici, disinformazione, sabotaggi e interferenze nelle reti energetiche e logistiche. L’importanza di strategie preventive e della cooperazione internazionale è stata sottolineata come chiave per affrontare scenari sempre più sofisticati e interconnessi.

È stato, infine, affrontato anche il tema delle competenze richieste nel mondo del lavoro, con un focus sulla formazione di professionisti capaci di gestire la sicurezza e il rischio in un contesto in rapida evoluzione.

DOSSIER LIBIA
-esclusiva GEODI-

A tredici anni dalla caduta di al-Gheddafi, la Libia rimane profondamente divisa tra due centri di potere opposti a ovest e a est, con un panorama politico frammentato dominato da milizie e gruppi armati. Questa instabilità si replica a diversi livelli sociali e politici, creando un sistema complesso e interconnesso, ulteriormente aggravato dall’ingerenza di attori internazionali. 

L’instabilità libica genera ripercussioni globali, alimentando migrazioni incontrollate, conflitti armati e reti criminali, minacciando la sicurezza del Mediterraneo e del Sahel.

Per aver accesso al dossier completo invia una mail a: geodi@unint.eu 

Video intervista con il Direttore, Ciro Sbailò

"Europe is not trapped because it is weak, but because it is too stable."

Weekly Keyword: BREAK-OUT

Recap: GEODI WEEKLY KEYWORD BREAK-OUT

"La posta in gioco"

A cura di Fausto Biloslavo

Scuola di scienze della politica

Diretta dal professore Pino Pisicchio

La Scuola di scienze della politica, giunta alla sua X edizione, poggia su due pilastri: politico-costituzionale, con particolare riferimento all’evoluzione della vita istituzionale ed economica italiana, e storico e internazionalistico, con un’attenzione alle dinamiche dell’area mediterranea e del quadrante euroasiatico.

Il percorso formativo è finalizzato alla comprensione e all’analisi delle più significative variabili socioeconomiche e politiche in Italia, in Europa e sullo scacchiere globale. Sia l’attività formativa che la ricerca fornite dalla Scuola si ispirano ai principi costituzionali del pluralismo politico, ideologico, religioso e culturale, intesi come elementi vivificanti di un sistema democratico al fine di far crescere tra i cittadini, in particolare tra i giovani, la consapevolezza dei diritti legati alla cittadinanza e alla partecipazione attiva ai processi decisionali.

A tal fine è assicurata la collaborazione con i centri di formazione politica e culturale presenti nelle istituzioni nazionali e internazionali e l’attingimento, per le attività di alta formazione e di ricerca, a risorse qualificate di docenti, rappresentate dal mondo accademico e da esperti del mondo culturale e delle istituzioni politiche e delle diverse aree produttive del sistema Paese.

"Una delle punizioni dovute al rifiuto di partecipare alla politica è che finisci con l’essere governato da tuoi inferiori"
Platone

Approfondimenti

Coordinamento a cura di Ciro Sbailò

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