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Stati Uniti–Cina, un telefono rosso non fa la distensione
Lo scorso venerdì, a visita conclusa, la Casa Bianca ha annunciato che Stati Uniti e Cina apriranno un canale di comunicazione per gli incidenti legati all’intelligenza artificiale. Il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha scelto l’immagine più ovvia per spiegarlo, «il telefono rosso fra il Cremlino e la Casa Bianca durante la guerra fredda». La sera prima, alla cena di Stato in onore di Xi Jinping, era stato servito uno spumante scelto in omaggio al brindisi alla pace di Richard Nixon a Pechino, nel 1972. E Xi, aprendo i colloqui, aveva assicurato che la «trappola di Tucidide» si può evitare.

Stati Uniti–Cina, un telefono rosso non fa la distensione
Lo scorso venerdì, a visita conclusa, la Casa Bianca ha annunciato che Stati Uniti e Cina apriranno un canale di comunicazione per gli incidenti legati all’intelligenza artificiale. Il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha scelto l’immagine più ovvia per spiegarlo, «il telefono rosso fra il Cremlino e la Casa Bianca durante la guerra fredda». La sera prima, alla cena di Stato in onore di Xi Jinping, era stato servito uno spumante scelto in omaggio al brindisi alla pace di Richard Nixon a Pechino, nel 1972. E Xi, aprendo i colloqui, aveva assicurato che la «trappola di Tucidide» si può evitare.
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"Il problema non è fuggire dalla tecnica, né consegnarsi a essa. Il problema è attraversare questo passaggio sapendo che cosa deve restare umano."
Dove siamo? Sul fiume Limia
DOSSIER LIBIA
-esclusiva GEODI-
A tredici anni dalla caduta di al-Gheddafi, la Libia rimane profondamente divisa tra due centri di potere opposti a ovest e a est, con un panorama politico frammentato dominato da milizie e gruppi armati. Questa instabilità si replica a diversi livelli sociali e politici, creando un sistema complesso e interconnesso, ulteriormente aggravato dall’ingerenza di attori internazionali.
L’instabilità libica genera ripercussioni globali, alimentando migrazioni incontrollate, conflitti armati e reti criminali, minacciando la sicurezza del Mediterraneo e del Sahel.
Per aver accesso al dossier completo invia una mail a: geodi@unint.eu
Scuola di scienze della politica
Diretta dal professore Pino Pisicchio
La Scuola di scienze della politica, giunta alla sua X edizione, poggia su due pilastri: politico-costituzionale, con particolare riferimento all’evoluzione della vita istituzionale ed economica italiana, e storico e internazionalistico, con un’attenzione alle dinamiche dell’area mediterranea e del quadrante euroasiatico.
Il percorso formativo è finalizzato alla comprensione e all’analisi delle più significative variabili socioeconomiche e politiche in Italia, in Europa e sullo scacchiere globale. Sia l’attività formativa che la ricerca fornite dalla Scuola si ispirano ai principi costituzionali del pluralismo politico, ideologico, religioso e culturale, intesi come elementi vivificanti di un sistema democratico al fine di far crescere tra i cittadini, in particolare tra i giovani, la consapevolezza dei diritti legati alla cittadinanza e alla partecipazione attiva ai processi decisionali.
A tal fine è assicurata la collaborazione con i centri di formazione politica e culturale presenti nelle istituzioni nazionali e internazionali e l’attingimento, per le attività di alta formazione e di ricerca, a risorse qualificate di docenti, rappresentate dal mondo accademico e da esperti del mondo culturale e delle istituzioni politiche e delle diverse aree produttive del sistema Paese.
"Una delle punizioni dovute al rifiuto di partecipare alla politica è che finisci con l’essere governato da tuoi inferiori"
Platone
"La posta in gioco"
A cura di Fausto Biloslavo
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