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Il Marocco al voto: stabilità, potere e proiezione geopolitica

Il 23 settembre si svolgeranno le elezioni politiche nel Regno del Marocco. Il Regno alawita negli ultimi cinque anni ha goduto di una forte stabilità all’insegna di uno forte crescita economica non priva di disomogeneità territoriale e sociale. Dal punto di vista costituzionale il Marocco è una Monarchia Costituzionale, non paragonabile minimamente alla monarchie costituzionali europee. Il sistema istituzionale è, infatti, un mix tra costituzionalismo di stampo occidentale e concezione islamica del teoria pubblicistica del Califfato di scuola malikita che fa del Re il perno dell’ordinamento costituzionale.

Il Marocco al voto: stabilità, potere e proiezione geopolitica

Il 23 settembre si svolgeranno le elezioni politiche nel Regno del Marocco. Il Regno alawita negli ultimi cinque anni ha goduto di una forte stabilità all’insegna di uno forte crescita economica non priva di disomogeneità territoriale e sociale. Dal punto di vista costituzionale il Marocco è una Monarchia Costituzionale, non paragonabile minimamente alla monarchie costituzionali europee. Il sistema istituzionale è, infatti, un mix tra costituzionalismo di stampo occidentale e concezione islamica del teoria pubblicistica del Califfato di scuola malikita che fa del Re il perno dell’ordinamento costituzionale.

-IL MEDITERRANEO COME MATRICE GEOPOLITICA DELLO SPAZIO EURO-MEDIORIENTALE-

Relazione del Direttore per la Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Mediterraneo, in occasione dell’audizione informale di esperti sulla sicurezza nel Mediterraneo allargato.

Memoria presentata in occasione dell'audizione informale di esperti sulla sicurezza nel Mediterraneo allargato

Sintesi:

La memoria interpreta il Mediterraneo come matrice geopolitica dello spazio eurotrasformazioni politico-istituzionali si intrecciano e vengono rielaborati, producendo ar stabilizzazione, riconcentrazione de – se, distribuiti -religiose si proiezione esterna insistono sul medesimo spazio strategico, condizionandosi mediorientale: il contesto nel quale crisi energetiche, conflitti regionali e configurazioni politiche differenziate. A partire dalla crisi iraniana, l’analisi mostra come le tensioni del Golfo si riflettano sui flussi energetici, sugli equilibri strategici e sulla stabilità dei sistemi nordafricani lungo una direttrice che connette Hormuz, M Rosso, Suez e Mediterraneo. Attraverso l’integrazione tra geopolitica e diritto pubblico comparato, il testo esamina Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto, evidenziando come ciascun ordinamento rielabori tali pressioni secondo configurazioni proprie, producendo esiti differenziati: 1 potere o frammentazione statale. Su questo stesso spazio si profila una traiettoria di medio periodo: il progressivo esaurimento dell’islamismo di governo non conduce a una stabilizzazione lineare, ma apre alla possibile riattivazione di forme di mobilitazione politico religiosa più diffu meno istituzionalizzate e più difficilmente controllabili, alimentate dalla crisi regionale e dalla pressione economica. In questo contesto, il Mediterraneo opera come spazio di intersezione e di risonanza, nel quale eventi localizzati generano effetti lungo l’intero sistema e nel quale dinamiche energetiche, militari e politico sovrappongono. Ne deriva che le scelte in materia energetica, di sicurezza e di reciprocamente.

 

Scarica la relazione completa: Il Mediterraneo come matrice geopolitica dello spazio euro-mediorentale

DOSSIER LIBIA
-esclusiva GEODI-

A tredici anni dalla caduta di al-Gheddafi, la Libia rimane profondamente divisa tra due centri di potere opposti a ovest e a est, con un panorama politico frammentato dominato da milizie e gruppi armati. Questa instabilità si replica a diversi livelli sociali e politici, creando un sistema complesso e interconnesso, ulteriormente aggravato dall’ingerenza di attori internazionali. 

L’instabilità libica genera ripercussioni globali, alimentando migrazioni incontrollate, conflitti armati e reti criminali, minacciando la sicurezza del Mediterraneo e del Sahel.

Per aver accesso al dossier completo invia una mail a: geodi@unint.eu 

Video intervista con il Direttore, Ciro Sbailò

"Non sapere già quale strada prendere, ma essere nel punto giusto per vedere che cosa arriva dalle diverse strade e poter reagire."

Dove siamo? Al crocevia di Ecate

Recap: Al crocevia di Ecate

"La posta in gioco"

A cura di Fausto Biloslavo

Scuola di scienze della politica

Diretta dal professore Pino Pisicchio

La Scuola di scienze della politica, giunta alla sua X edizione, poggia su due pilastri: politico-costituzionale, con particolare riferimento all’evoluzione della vita istituzionale ed economica italiana, e storico e internazionalistico, con un’attenzione alle dinamiche dell’area mediterranea e del quadrante euroasiatico.

Il percorso formativo è finalizzato alla comprensione e all’analisi delle più significative variabili socioeconomiche e politiche in Italia, in Europa e sullo scacchiere globale. Sia l’attività formativa che la ricerca fornite dalla Scuola si ispirano ai principi costituzionali del pluralismo politico, ideologico, religioso e culturale, intesi come elementi vivificanti di un sistema democratico al fine di far crescere tra i cittadini, in particolare tra i giovani, la consapevolezza dei diritti legati alla cittadinanza e alla partecipazione attiva ai processi decisionali.

A tal fine è assicurata la collaborazione con i centri di formazione politica e culturale presenti nelle istituzioni nazionali e internazionali e l’attingimento, per le attività di alta formazione e di ricerca, a risorse qualificate di docenti, rappresentate dal mondo accademico e da esperti del mondo culturale e delle istituzioni politiche e delle diverse aree produttive del sistema Paese.

"Una delle punizioni dovute al rifiuto di partecipare alla politica è che finisci con l’essere governato da tuoi inferiori"
Platone

Approfondimenti

Coordinamento a cura di Ciro Sbailò

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