Sánchez respinge l'idea degli Stati Uniti di sospendere la Spagna dalla NATO
- 30 Aprile 2026
Come riportato dagli autori dell’articolo in questione, venerdì scorso il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha minimizzato il contenuto di un’e-mail trapelata dal Pentagono in cui si suggeriva che la Spagna potesse essere penalizzata con la sospensione della sua adesione alla NATO (North Atlantic Treaty Organization) per non aver sostenuto la guerra in Iran.
- La posizione della Spagna rispetto al contenuto dell’e-mail trapelata dal Pentagono
«Nessuna preoccupazione», ha dichiarato Sánchez a Politico (quotidiano statunitense con sede in Virginia, ad Arlington County) al suo arrivo al vertice dei leader dell’UE a Cipro. «Stiamo adempiendo ai nostri obblighi nei confronti della NATO».
«La posizione del governo spagnolo è chiara: cooperazione assoluta con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale», ha precisato Sánchez.
Il primo ministro si è poi rifiutato di commentare il contenuto specifico del documento del Pentagono trapelato, riportato per prima dall’agenzia di stampa Reuters, ribadendo che il suo governo «non commenta le e-mail, ma piuttosto i documenti ufficiali e le posizioni assunte, in questo caso, dagli Stati Uniti».
L’e-mail, descritta a Reuters da un funzionario statunitense, consiste in una serie di misure politiche che l’amministrazione del presidente Trump potrebbe adottare per punire gli alleati della NATO che Washington considera “difficili” o di non supporto alla guerra in Iran.
La Spagna, uno dei più accesi oppositori del conflitto e fanalino di coda nella spesa per la difesa della NATO, è stata presa di mira con la minaccia di una sospensione definitiva dall’alleanza (a testimonianza dell’ira di Trump nei confronti di Madrid). Il presidente statunitense, come precisato dagli autori dell’articolo, era infuriato per la decisione di Sánchez di impedire agli aerei da guerra americani di utilizzare le basi militari gestite congiuntamente o lo spazio aereo spagnolo per attaccare l’Iran.
Il trattato istitutivo della NATO non prevede alcun meccanismo che consenta la sospensione o l’espulsione di uno dei suoi membri. Il documento contempla solo il ritiro volontario dall’alleanza, che richiede un preavviso di un anno.
«È difficile capire fino a che punto dovremmo prendere sul serio queste e-mail, al di là del semplice trolling ideologico», ha affermato Oana Lungescu, giornalista romena ex portavoce della NATO e attualmente ricercatrice senior presso il Royal United Services Institute.
- La questione delle Isole Falkland
L’e-mail del Pentagono trapelata suggerisce inoltre che Washington potrebbe rivedere la propria posizione sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland come ritorsione per il rifiuto da parte del Regno Unito di partecipare alla guerra in Iran.
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato, in un discorso tenuto lo scorso dicembre, che gli alleati degli Stati Uniti che si comportano «da modello» dovrebbero ricevere un trattamento di favore, mentre quelli che «non fanno la loro parte per la difesa collettiva» dovrebbero «affrontarne le conseguenze».
Lorenzo Romagnoli – PhD Candidate