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Robot killer: l’ucraino che sta plasmando il futuro della guerra

Estratto dell’articolo di Andrew E. Kramer, Enter the Killer Robots: The Ukrainian Forging the Future of Warfare, per il The New York Times, venerdì 15 maggio 2026.

Come riportato dall’autore dell’articolo (Andrew Kramer, capo della redazione di Kiev del Times, che segue la guerra in Ucraina dal 2014), l’attuale Ministro della Difesa ucraino Mychajlo Fedorov (in carica dal 2 gennaio 2026), mentre passeggiava osservando le esposizioni delle ultime strane armi del suo paese, si è fermato a guardare un nuovo dispositivo militare .

  • Intelligenza Artificiale, armi autonome e la strategia “Air, Land, Economy”

Si trattava di un drone con possenti bracci in fibra di carbonio che si estendono per oltre due metri su ciascun lato, eliche grandi come falci e un groviglio di cavi, antenne sporgenti e cinghie in velcro. «Potete farlo più grande?», ha chiesto il ministro Fedorov agli sviluppatori del drone durante una recente fiera della difesa.

Il futuro della guerra si sta scrivendo in Ucraina e Fedorov ne è uno degli autori.

Proprio come le app hanno rivoluzionato i servizi di taxi e di consegna di cibo a domicilio, Fedorov ritiene che anche la guerra sia pronta per una trasformazione radicale. Ciò, afferma, significa affidare il più possibile i combattimenti alle macchine, comprese quelle in grado di prendere autonomamente decisioni letali.

«Il mondo ha bisogno di sicurezza, e solo le armi autonome possono garantirla», ha dichiarato Fedorov in una recente intervista nel suo ufficio presso il Ministero della Difesa. «Le armi autonome sono le nuove armi nucleari. I paesi che le possiedono saranno protetti».

Sebbene i robot killer possano sembrare una prospettiva terrificante, qualcosa uscito da un romanzo di fantascienza distopica, la corsa per la loro realizzazione è in atto in tutto il mondo.

In Ucraina, l’uso dell’intelligenza artificiale nelle armi è ancora agli albori. Attualmente è particolarmente utile nel riconoscimento dei bersagli, ad esempio aiutando il pilota di un drone a individuare un carro armato mimetizzato nascosto in una foresta. La tecnologia però sta rapidamente migliorando e Fedorov la considera un pilastro della più ampia adozione da parte dell’Ucraina di armi di nuova generazione che hanno permesso alle sue forze armate, in inferiorità numerica, di restare in campo.

Queste armi sono alla base di una precisa strategia, ideata da Fedorov e approvata dal Presidente Volodymyr Zelens’kyj, che mira a costringere la Russia a siglare un accordo per porre fine alla guerra.

La strategia, denominata “Air, Land, Economy”, prevede l’uso di droni e altre armi avanzate per intercettare almeno il 95% dei droni e dei missili russi in arrivo, per uccidere o comunque ferire gravemente un numero di soldati superiore a quello che Mosca è in grado di reclutare e per indebolire l’economia russa facendo saltare in aria i terminali di esportazione del petrolio.

All’interno delle forze armate ucraine si è levata una forte opposizione nei confronti dei discorsi futuristici di Fedorov sulla guerra robotizzata, che secondo gli analisti hanno causato una lotta di potere tra lui e i generali. Alcuni comandanti sostengono che l’idea di una rapida transizione verso la guerra senza uomini sia “scollegata” dalla cruda realtà delle trincee fangose e dei corpi martoriati.

Fedorov sembra assolutamente imperterrito. Nell’intervista di cui sopra ha dichiarato di tenere circa una dozzina di riunioni al giorno relative al suo progetto che prevede che l’esercito adotti la tecnologia avanzata il più rapidamente possibile.

  • Le origini di Fedorov e l’attuale collaborazione con Palantir

Il suo interesse per la tecnologia è nato dai videogiochi a cui giocava da adolescente. Ha poi trasformato il suo hobby in una carriera nel settore tecnologico, avviando un’attività di pubblicità digitale prima di laurearsi e diventare partner di Facebook nella vendita di annunci mirati sulla piattaforma.

Zelens’kyj ha assunto Fedorov per gestire la pubblicità sui social media durante la sua campagna presidenziale del 2019, per poi nominarlo, all’età di 28 anni, capo del Ministero incaricato della digitalizzazione dei servizi pubblici.

Quando Fedorov, che non ha mai prestato servizio militare, è passato al Ministero della Difesa lo scorso gennaio, ha portato con sé un team di consulenti e analisti di dati.

Durante la guerra su vasta scala iniziata nel 2022, Fedorov è stato il referente dell’Ucraina per i contatti con la Silicon Valley. Per attirare la tecnologia militare, ha promosso la guerra come banco di prova per le iniziative nel settore della difesa.

In Ucraina ha incontrato Alex Karp, Amministratore Delegato di Palantir, società statunitense di analisi dati specializzata in difesa, ed Eric Schmidt, ex Amministratore Delegato di Google, che ha costituito un fondo di venture capital, D3, incentrato sullo sviluppo di armi in Ucraina.

Dopo un incontro tenutosi la scorsa settimana con Karp, Fedorov, come riportato da Kramer, ha dichiarato che l’Ucraina sta collaborando con Palantir per integrare ulteriormente l’intelligenza artificiale nella guerra, compresi i sistemi per analizzare gli attacchi aerei, elaborare i dati di intelligence e pianificare attacchi in profondità nel territorio russo.

Durante la recente fiera sulla tecnologia della difesa alla quale ha partecipato Fedorov, era in mostra una vasta gamma di prodotti ucraini innovativi per il campo di battaglia, nello specifico proprio quelli che lui ha sostenuto e incentivato.

C’erano bobine di cavi in fibra ottica che guidano i droni resistenti alle interferenze elettroniche, un’arma realizzata con un palloncino, un drone di sorveglianza delle dimensioni di un palmo e un veicolo terrestre senza pilota di colore verde. C’erano anche dozzine di prototipi di piccole armi “intelligenti” destinate a sostituire mitragliatrici, fucili di precisione, carri armati e sistemi tradizionali di artiglieria.

  • Distruzione mirata

Fedorov ha osservato con entusiasmo un aeromodello telecomandato delle dimensioni di un forno a microonde, con una fusoliera di plastica a forma di pagnotta. L’arma, un drone esplosivo dal costo irrisorio, si chiama Loaf. «Questo cambia le carte in tavola», ha sentenziato Fedorov.

L’obiettivo dichiarato di Fedorov è quello di utilizzare queste nuove tecnologie per aumentare il numero delle vittime russe dagli attuali circa 35.000 morti e feriti al mese a oltre 50.000: un livello che, secondo lui, rallenterebbe l’invasione per poi arrestarla.

Entrambi gli eserciti subiscono perdite ingenti, mentre i droni ronzano continuamente sul campo di battaglia, rappresentando un pericolo letale per qualsiasi soldato o veicolo che si muove all’interno della cosiddetta “zona della morte”, una striscia larga chilometri lungo la linea del fronte dominata da armi senza pilota.

Fedorov ha definito questa fase della guerra «distruzione mirata». 

Una sua collaboratrice, Valeriya Ionan, ha affermato che Fedorov «crede nella matematica della guerra».

In futuro, ha detto Fedorov nell’intervista, saranno i sistemi robotici a combattere. La zona di combattimento si svuoterà completamente di persone. I sistemi senza pilota combatteranno tra loro, ha aggiunto, sia a terra che in aria.

Man mano che i sistemi robotici miglioreranno, secondo Fedorov si capirà che le perdite umane su larga scala in guerra «sono insostenibili e la guerra evolverà di nuovo».

Le guerre, tuttavia, come precisato da Kramer, tendono a prendere direzioni imprevedibili e l’esclusione degli esseri umani dal processo potrebbe aggravare tale rischio.

  • Lo scontro tra la visione di Fedorov e quella dei vertici militari ucraini

La visione di Fedorov, come già accennato, si è talvolta scontrata con quella dei vertici militari ucraini.

Il comandante in capo delle forze armate, il generale Oleksandr Syrs’kyj, non ha esitato a ricorrere a battaglie combattute con tattiche tradizionali, quali l’impiego di veicoli corazzati e le manovre di fanteria sul campo. All’inizio della guerra ha ottenuto importanti vittorie grazie a tali strategie.

Il mese scorso è venuta alla luce una disputa tra Fedorov e il comando militare.

Un’unità ucraina chiamata Skala ha tentato un rischioso assalto con veicoli corazzati vicino alla città di Pokrovs’k, nell’Ucraina orientale, perdendo quattro veicoli. Ci sono stati soldati uccisi e feriti, anche se i numeri sono controversi.

In seguito, Serhii Sternenko, un consigliere di Fedorov, ha criticato aspramente quella strategia in un post sui social media. «Spesso ridiamo del nemico quando manda le sue truppe in colonne», ha scritto Sternenko, riferendosi alle colonne corazzate. «Trattare la nostra gente in questo modo è un crimine. Qualcuno deve assumersi la responsabilità».

Skala ha replicato, accusando Sternenko di coltivare idee fantasiose e completamente scollegate dalla realtà del campo di battaglia.

In un post di risposta sulla sua pagina Facebook, l’unità ha puntualizzato che il gruppo d’assalto ha corso i rischi necessari per salvare i compagni che avevano bisogno di rinforzi. «Se Sternenko sa come organizzare azioni d’assalto contro i punti di forza del nemico a Pokrovsk, allora dovrebbe arruolarsi nell’esercito e combattere».

Tuttavia, le brigate in prima linea hanno generalmente accolto con favore qualsiasi vantaggio possa offrire la tecnologia.

«Abbiamo un ministro giovane appassionato di tecnologia, che è sulla nostra stessa lunghezza d’onda», ha affermato Kyrylo Veres, comandante della brigata K-2, che è stata tra le prime a utilizzare i droni con visione in prima persona nelle fasi iniziali della guerra.

I sondaggi di opinione mostrano un ampio sostegno al lavoro di Fedorov come Ministro della Difesa. Zelens’kyj lo ha elogiato, dicendosi grato per i volumi crescenti di droni che raggiungono l’esercito.

Un lato positivo della guerra è rappresentato, secondo Fedorov, dall’enorme quantità di dati che ha generato.

Sta guidando un’iniziativa volta a monetizzare o commercializzare i dati relativi alla guerra in Ucraina, tra cui un archivio di oltre cinque milioni di video del campo di battaglia, ripresi da droni di sorveglianza e da attacco. Tra questi vi sono filmati che mostrano come si comportano le persone all’avvicinarsi dei droni da combattimento, ad esempio scappando o nascondendosi.

Il mese scorso, il Ministero della Difesa, attraverso un programma chiamato Avenger Labs, ha reso disponibili i set di dati alle aziende delle nazioni alleate per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

I gruppi per i diritti umani si oppongono all’uso dell’intelligenza artificiale nelle armi letali. Fedorov ha però sostenuto che «i rischi non sono così elevati come si pensa». Per ora, la tecnologia si concentra principalmente sull’identificazione delle attrezzature militari, non dei soldati, come precisato dai suoi collaboratori.

L’accesso ad Avenger Labs è subordinato alla condizione che l’Ucraina riceva i modelli di intelligenza artificiale prodotti dai dati. Circa 20 aziende hanno manifestato il proprio interesse.

«È un approccio vantaggioso per tutti», ha sentenziato Fedorov.

 

Lorenzo Romagnoli, PhD Candidate

Coordinamento a cura di Ciro Sbailò

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