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L'IPO di SpaceX punta 2.000 miliardi di dollari sull'ambiziosa visione di Musk

Estratto dell’articolo di Akash Sriram, SpaceX IPO bets $2 trillion on Musk's ambitious rockets-to-AI vision, per Reuters, giovedì 21 maggio 2026.

1 Dai razzi all’IA

Come riportato da Reuters, gli investitori che partecipano all’IPO (Initial Public Offering, ossia la prima vendita di titoli emessi da una società) di SpaceX, del valore di quasi 2.000 miliardi di dollari, stanno facendo una scommessa ad alto rischio sul fatto che il CEO Elon Musk possa trasformare un’azienda satellitare in rapida crescita in qualcosa di molto più grande e ambizioso.

Musk ha reso SpaceX la più grande impresa al mondo in questo settore, lanciando migliaia di satelliti Internet Starlink e introducendo razzi riutilizzabili che hanno rivoluzionato l’economia dello spazio.

L’azienda, tuttavia, punta a essere valutata non solo per questi successi, ma anche per il colosso che potrebbe diventare qualora le ambiziose scommesse di Musk, come ad esempio quelle di colonizzare Marte, collocare data center nello spazio e affermarsi leader nel settore dell’intelligenza artificiale, dovessero dare i loro frutti. 

Come riportato anche da We Wealth, uno dei principali riferimenti dell’editoria finanziaria italiana nel Wealth Management, la volontà di SpaceX è quella di imporsi come un’infrastruttura integrata del futuro costruita su tre segmenti fondamentali: Space, Connectivity e AI. Il primo comprende le famiglie (Falcon e Dragon) di razzi spaziali riutilizzabili sviluppati da SpaceX, il vettore spaziale Starship e i servizi di lancio; il secondo ruota attorno a Starlink (divisione aerospaziale di SpaceX che costituisce la più grande costellazione satellitare al mondo); il terzo incorpora xAI (l’azienda acquisita da Elon Musk nel 2023 attiva nello sviluppo di intelligenze artificiali come il chatbot Grok) e X (la società di social media di Musk), con l’obiettivo di costruire infrastrutture di calcolo per l’IA, prima a terra e poi in orbita.

Alla base di queste scommesse c’è il presupposto che una serie di eventi si svolga nell’ordine giusto, con ogni fase che sbloccherà il livello successivo di finanziamenti ed espansione: Starlink genererà la liquidità necessaria per finanziare il razzo Starship di nuova generazione, Starship ridurrà drasticamente i costi di lancio per espandere il mercato e, infine, quel mercato ampliato sosterrà la nuova attività nel campo dell’IA, attualmente in forte perdita.

Secondo Josh Gilbert, analista di eToro (una delle principali piattaforme di trading ⁠e investimento online), «il vero rischio è se una valutazione di 1,75 trilioni di dollari tenga adeguatamente conto delle sfide operative che derivano dall’essere in parte un’azienda di razzi, in parte un provider Internet, in parte un’impresa di IA, il tutto guidato dalla visione di un singolo individuo».

 

2 La fiducia degli investitori nelle promesse di Musk

SpaceX sta mettendo a dura prova la pazienza degli investitori con le ingenti perdite rese note mercoledì scorso nel documento S-1 presentato in vista dell’IPO: 4,28 miliardi di dollari nei tre mesi chiusi al 31 marzo, un aumento di otto volte rispetto all’anno precedente.

Queste perdite costringeranno gli investitori a fare meno affidamento sui parametri tradizionali per valutare SpaceX e a riporre maggiore fiducia nella capacità di Musk di mantenere le promesse fatte.

Dalla creazione di un’azienda di veicoli elettrici da mille miliardi di dollari, che ha contribuito a favorire il passaggio globale alle auto ecologiche, alla guida di SpaceX come prima impresa privata in grado di lanciare in orbita gli astronauti della NASA, Musk ha ripetutamente trasformato scommesse ingegneristiche ad alto rischio in attività dominanti, alimentando la convinzione degli investitori che anche le sue ipotesi più ambiziose su SpaceX potessero rivelarsi realizzabili.

«Non è possibile giustificare una valutazione di SpaceX pari a circa 2.000 miliardi di dollari basandosi esclusivamente sui tradizionali indicatori », ha dichiarato Greg Martin, cofondatore di Rainmaker Securities (banca d’investimento specializzata nella compravendita di azioni di società private).

⁠Le iniziative di Musk spesso arrivano in ritardo rispetto a quanto promesso: il Cybertruck di Tesla, presentato nel 2019, non ha iniziato le consegne fino al 2023; la Roadster 2, svelata nel 2017, deve ancora essere lanciata; i robot Optimus sono ancora in fase di sviluppo. Il lancio del Robotaxi, che è alla base della crescita a breve termine, è stato lento dopo le altisonanti promesse.

Nonostante ciò, investitori, analisti e gestori di fondi (Reuters ne ha intervistati 18) sono in linea di massima ottimisti e molti di loro sostengono che già i soli settori satellitare e spaziale giustificano una valutazione di quasi 2.000 miliardi di dollari.

 

3 I rischi del settore e le perdite di SpaceX

SpaceX entrerebbe così a far parte di un ristretto gruppo di aziende con una valutazione di 2.000 miliardi di dollari, la maggior parte delle quali ha ricavi costanti e profitti consistenti.

Al contrario, SpaceX presentava un deficit di 41,31 miliardi di dollari al 31 marzo, a dimostrazione del fatto che l’impresa ha speso molto più denaro di quanto ne abbia guadagnato nei suoi oltre vent’anni di esistenza, alla luce degli elevati costi di costruzione di razzi riutilizzabili, dell’enorme rete di Starlink e dei data center di intelligenza artificiale su scala gigawatt.

Starlink rimane fondamentale e rappresenta attualmente il cuore economico di SpaceX. Ha generato 3,26 miliardi di dollari di ricavi nel primo trimestre del 2026, con un aumento di quasi un terzo su base annua, sebbene i margini siano stati messi sotto pressione dall’espansione internazionale e da altre spese. Nel 2025, il segmento Connectivity ha beneficiato infatti della crescita di abbonati e del miglioramento dell’efficienza della rete. Il segmento Space, invece, è più importante strategicamente che per il peso immediato dei ricavi. I razzi rappresentano dunque la leva industriale che consente a SpaceX di alimentare Starlink e, in prospettiva, l’infrastruttura AI orbitale. Incorporando xAI in SpaceX all’inizio del 2026, Musk ha riorientato una parte importante del futuro verso lo sviluppo di data center in orbita, destinati a gestire la potenza di calcolo necessaria per l’IA.

SpaceX è consapevole che l’effettiva possibilità di mettere in atto l’importante strategia di crescita pianificata da Musk dipende in larga misura da Starship, in quanto eventuali ritardi nello sviluppo o nel raggiungimento degli obiettivi di costo potrebbero ostacolare l’implementazione dei satelliti di nuova generazione e delle infrastrutture di intelligenza artificiale, facendo lievitare i costi e compromettendo la fidelizzazione dei clienti.

Proprio per aver investito ingenti somme nello sviluppo di Starship, i ricavi del “segmento” spaziale sono crollati del 28,4% nel primo trimestre del 2026 e le perdite, dai 70 milioni di dollari dell’anno precedente, sono aumentate a 662 milioni di dollari, mentre quelle nel settore dell’intelligenza artificiale sono salite a 2,47 miliardi di dollari.

Come ha giustamente sottolineato la stessa SpaceX, «la complessità e l’interdipendenza dei nostri sistemi di progettazione, produzione, assemblaggio, trasporto spaziale e infrastrutture terrestri fanno sì che un’interruzione in una sola componente possa avere effetti a catena su tutte le nostre operazioni».

Nonostante i dati non sempre incoraggianti, le azioni spaziali quotate, come riportato da We Wealth, sono salite del 119% nell’ultimo anno. Tale quotazione si concretizza nel momento in cui la Borsa è più disposta ad attribuire valore alla convergenza tra spazio, connettività, difesa, dati e intelligenza artificiale, trasformando così la visione di Musk non più in un’aspirazione fantascientifica, ma in una innovativa ed efficiente infrastruttura economica quotata in Borsa.

 

Lorenzo Romagnoli – PhD Candidate

Coordinamento a cura di Ciro Sbailò

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