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I casi di Modena e Reggio Emilia: la radicalizzazione in Italia tra territorio e dimensione digitale

I recenti episodi di Modena e Reggio Emilia dimostrano che il fenomeno della radicalizzazione è presente anche in Italia, pur manifestandosi con caratteristiche differenti rispetto al modello delle banlieue francesi. Quest’ultimo riferimento non è casuale ma voluto se si considera che la radicalizzazione francese è tipica di immigrati di terza generazione, o forse anche di più,che pur non avendo contatti diretti con il paese di origine trova nella radicalizzazione una reazione alla marginalizzazione sociale.

I recenti episodi di Modena e Reggio Emilia dimostrano che il fenomeno della radicalizzazione è presente anche in Italia, pur manifestandosi con caratteristiche differenti rispetto al modello delle banlieue francesi. Quest’ultimo riferimento non è casuale ma voluto se si considera che la radicalizzazione francese è tipica di immigrati di terza generazione, o forse anche di più, che pur non avendo contatti diretti con il paese di origine trova nella radicalizzazione una reazione alla marginalizzazione sociale.

Nel maggio 2026, a Modena, un uomo ha investito deliberatamente numerosi passanti nel centro cittadino. Le successive indagini hanno portato gli inquirenti a verificare la possibile presenza di elementi di radicalizzazione ideologica e religiosa. Nello stesso periodo, a Reggio Emilia, è stato arrestato un giovane accusato di aver progettato un attentato armato ispirato all’ideologia jihadista e di aver intrattenuto contatti online con soggetti vicini allo Stato Islamico.

Questi episodi confermano che anche in Italia è presente un fenomeno di radicalizzazione quale reazione ad una marginalizzazione, che nei nostri casi appare però più isolata.

Il fenomeno merita una riflessione: la radicalizzazione contemporanea non deriva esclusivamente dalla povertà o dall’emarginazione economica, ma soprattutto dall’incontro tra una crisi identitaria individuale e una narrazione ideologica capace di offrire appartenenza, significato e riconoscimento.

A differenza della Francia, dove il fenomeno si è sviluppato spesso all’interno delle banlieue caratterizzate da segregazione territoriale, elevata disoccupazione e forte concentrazione etnica, in Italia i percorsi di radicalizzazione tendono a svilupparsi in maniera più individuale e spesso attraverso il web. In questo senso, internet e i social network possono diventare una sorta di “banlieue virtuale”, all’interno della quale soggetti vulnerabili entrano in contatto con contenuti estremisti e processi di auto-radicalizzazione. Il fenomeno delle Balieu è stato analizzato in più opere dal prof. Sbailò, e consente di interpretare i casi di Modena e Reggio Emilia non come fenomeni isolati, ma come manifestazioni di una problematica più ampia che riguarda la ricerca di identità, il senso di appartenenza e il rapporto con i valori dello Stato democratico. I valori costituzionali come risposta alla radicalizzazione

Secondo Sbailò, la risposta alla radicalizzazione non può essere affidata esclusivamente agli strumenti repressivi e di sicurezza. Essa deve fondarsi sulla tutela dei principi dello Stato costituzionale, sul rispetto della dignità della persona, sulla libertà religiosa, sull’integrazione sociale e sull’educazione civica.

Lo studioso sottolinea la necessità di evitare sia forme di discriminazione generalizzata nei confronti delle comunità musulmane sia atteggiamenti di sottovalutazione delle ideologie fondamentaliste incompatibili con i principi democratici. La prevenzione della radicalizzazione richiede quindi un equilibrio tra sicurezza, inclusione e difesa dei valori costituzionali.

In questa prospettiva, i casi italiani dimostrano che l’assenza di banlieue analoghe a quelle francesi non elimina il rischio di radicalizzazione, ma ne modifica le modalità di manifestazione. La sfida consiste nel rafforzare la coesione sociale e il senso di appartenenza alla comunità democratica, contrastando al contempo ogni forma di estremismo violento.

 

Aldo Valtimora – Professore a contratto di Diritto internazionale umanitario e Laboratorio di prima accoglienza dei migranti UNINT

 

Fonti principali di Ciro Sbailò:

* Principi sciaratici e organizzazione dello spazio pubblico nel mondo islamico. Il caso egizio, CEDAM, Padova.

* C. Sbailò, M. Benolli, A. Rapicetta, Emerging Strategies to Prevent Islamic Radicalisation in Europe: Evidence from Italy.

* Relazione della Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista, Presidenza del Consiglio dei Ministri.

* Università degli Studi Internazionali di Roma, pubblicazioni e contributi scientifici di Ciro Sbailò sul rapporto tra Islam, costituzionalismo e radicalizzazione.

* Articoli e interventi di Sbailò sul tema dell’integrazione, delle seconde generazioni e della sicurezza democratica in Europa.

Coordinamento a cura di Ciro Sbailò

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