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Modelli avanzati di intelligenza artificiale possono distruggere il sistema finanziario

Estratto dell’articolo di Kathryn Carlson, Advanced AI models can ‘destroy the financial system,’ IMF boss warns, per il Politico, giovedì 11 giugno 2026.

Estratto dell’articolo di Kathryn Carlson, Advanced AI models can ‘destroy the financial system,’ IMF boss warns, per il Politico, giovedì 11 giugno 2026.

 

Modelli avanzati di intelligenza artificiale come Mythos di Anthropic, se adottati da malintenzionati, «possono essere utilizzati per distruggere il sistema finanziario», ha ammonito Kristalina Georgieva, la Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Da aprile, quando Anthropic ha lanciato il suo nuovo potente modello Mythos, dotato di elevate e avanzate capacità informatiche, le autorità di vigilanza finanziaria sono in allerta per timore che tali modelli di IA possano essere utilizzati per attacchi informatici devastanti ai sistemi nevralgici e fondamentali.

  • La posizione della Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale sui potenziali rischi dell’IA

«Ciò che riconosciamo è che Mythos è solo l’inizio, ce ne saranno altri simili», ha dichiarato Georgieva ai giornalisti a Bruxelles.

Ha anche affermato che i modelli di IA all’avanguardia possono essere impiegati in modo positivo per individuare «le vulnerabilità della sicurezza informatica con una rapidità e su una scala finora impensabili», il che potrebbe servire a «correggere tali fragilità e a proteggere il sistema finanziario dagli attacchi».

«Nelle mani sbagliate, però, quella stessa capacità può essere utilizzata per distruggere il sistema finanziario e questo è un aspetto che ci mette in una posizione di svantaggio», ha precisato.

Proprio per questo, la Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale ritiene che i paesi dovrebbero «disporre di tutti gli elementi necessari per la sicurezza informatica» e auspica «una maggiore cooperazione» tra paesi ricchi e poveri e tra il settore pubblico e quello privato per prepararsi ai rischi che i nuovi modelli possono comportare.

«Non esiste un’organizzazione mondiale per la sicurezza informatica e, nell’attuale contesto geopolitico, è difficile immaginare che se ne possa creare una», ha sentenziato Kristalina Georgieva.

Secondo il suo punto di vista, le economie avanzate, vista la forte interconnessione del sistema finanziario globale, «dovrebbero trovare un modo per aiutare i paesi in via di sviluppo a difendersi dai rischi legati a tali modelli».

Georgieva, inoltre, ha invitato i paesi a tenere conto dei costi elevati legati al rafforzamento delle loro difese informatiche e ha anche segnalato il rischio che una potenziale bolla dell’IA possa scoppiare con effetti disastrosi per il sistema finanziario globale. Secondo il suo parere, «potremmo anche assistere a una situazione in cui l’entusiasmo per l’IA, il boom dell’IA, rischi di trasformarsi in un crollo dell’IA stessa … non lo consideriamo un rischio ad alta probabilità, ma non è nemmeno nullo. Rientra quindi nella categoria dei rischi a bassa probabilità ma ad altissimo impatto».

  • Prospettive in calo a causa della guerra in Medio Oriente

Attualmente Georgieva si trova in Europa per presentare la valutazione economica annuale del Fondo Monetario Internazionale per l’eurozona, che rileva un “indebolimento” delle prospettive della regione a causa della guerra in Medio Oriente, con rischi orientati verso una crescita più bassa e un’inflazione più elevata.

Secondo un documento che illustra i risultati preliminari, i leader dell’UE dovranno gestire le conseguenze economiche negative dello shock attuale mantenendo sotto controllo la spesa. Un sostegno fiscale su larga scala non è legittimato e misure come l’allentamento temporaneo delle regole sugli aiuti di Stato per le imprese che devono far fronte a costi energetici più elevati «devono essere monitorate da vicino», per evitare di rallentare la transizione energetica dell’UE.

Georgieva ha affermato che l’80% delle misure volte ad aiutare le famiglie e le imprese a far fronte all’aumento dei costi energetici non soddisfa la raccomandazione del Fondo Monetario Internazionale di essere «temporanee e mirate». Tuttavia, ha anche aggiunto che molte delle misure sono piuttosto moderate e che l’entità complessiva del sostegno finanziato con fondi pubblici è di gran lunga inferiore rispetto alle misure adottate sulla scia dello shock energetico del 2022.

I diplomatici dei paesi più austeri e parsimoniosi dell’UE hanno espresso il loro disappunto nei confronti della decisione della Commissione Europea di esentare gli investimenti verdi dalle regole di spesa dell’Unione alla luce della crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente.

Mercoledì della scorsa settimana, anche l’autorità indipendente di controllo della spesa dell’UE ha contestato tale decisione, sostenendo che la deroga fiscale invia un segnale sbagliato in quanto incoraggia misure generalizzate e non specifiche in risposta alla crisi energetica.

 

Lorenzo Romagnoli, PhD Candidate

Coordinamento a cura di Ciro Sbailò

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